di Cecilia Meis

 

Lo scorso ottobre al DTU High Tech Summit di Copenaghen, Amir Golan – CCO dell’azienda israeliana The DayTwo App – ha presentato i risultati dell’uso dell’intelligenza artificiale nel fornire consigli individuali su salute e alimentazione.

“Le ricerche su come la flora batterica intestinale risponda ai diversi elementi nutritivi spalanca le porte a un nuovo approccio all’alimentazione e alla salute, molto più soggettivo di quanto si pensasse in passato,” ha detto Susanne Brix Pedersen, professoressa del Dipartimento di Biotecnologia e Biomedicina della Technical University of Denmark e relatrice al convegno. “In campo biomedico stiamo cercando di analizzare il legame tra la dieta e le reazioni dei batteri, e come ciò sia correlato alla salute e ai diversi disturbi legati allo stile di vita. Stiamo anche cercando di capire come attuare strategie che possano prevenire o curare patologie, andando ad aggiungere specifici ceppi batterici alla flora batterica pre-esistente o modificandola.”

L’app DayTwo è stata sviluppata in base a uno studio terminato nel 2014 dal Weizmann Institute, uno dei centri di ricerca più importanti del mondo e una delle più prestigiose università israeliane, interamente dedicata alla ricerca scientifica. I consulenti scientifici del progetto hanno osservato 800 casi per riuscire a capire come i batteri intestinali influenzassero i livelli di zucchero nel sangue. I genomi dei pazienti, così come il corredo genetico presente nella loro flora batterica, sono stati sequenziati. Per una settimana i soggetti hanno consegnato regolarmente campioni di feci e registrato su un’app tutto quello che mangiavano, gli orari in cui lo mangiavano, la loro attività fisica e il ciclo del loro sonno.

L’enorme mole di dati è stata confrontata con quella dei livelli di zucchero in circolo nel sangue, registrati a intervalli di 5 minuti, confluendo in un modello matematico in grado di prevedere la risposta dei livelli di zucchero in base al cibo ingerito e in relazione al test sulla flora batterica intestinale dei soggetti. L’algoritmo, dopo essere stato testato, è stato integrato nell’app, rendendola in grado di fornire una dieta personalizzata basata sul metabolismo di ciascun fruitore. Il cibo influenza la flora batterica che si sta scoprendo essere profondamente legata allo stato di salute generale e a diverse patologie. Un piano nutrizionale altamente personalizzato quindi gioverebbe all’equilibrio della flora batterica, potenziando quei ceppi di microrganismi buoni e decimando quelli potenzialmente nocivi.

L’introduzione di tecnologie digitali a livello sanitario, farmaceutico e nutrizionalee la loro capacità di maneggiare e analizzare le enormi quantità di dati, rappresenta un parametro fondamentale per permettere alle aziende del settore di restare competitive.