di Francesco Musolino

 

Turisti spaziali, preparate i bagagli: il viaggio nello spazio è finalmente possibile. Almeno a livello virtuale. Difatti la NASA ha lanciato Exoplanet Travel Bureau, uno strumento di visualizzazione che consente agli utenti di esplorare le superfici di tre pianeti al di là del Sistema Solare – detti “esopianeti” - a 360 gradi, tramite pc e tutti i dispositivi mobili.

Non avete ancora pianificato il vostro viaggio estivo? Siete indecisi fra Caraibi e la montagna, un viaggio esotico o le città d’arte? Prendete anche in considerazione la possibilità di visitare tre fra le migliaia di pianeti al di fuori del nostro sistema solare scoperti negli ultimi decenni attraverso le missioni del telescopio della NASA. Potreste fare un salto sulla soleggiata Kepler-186f, una luna di Keplero-16b o magari osservare i cieli rosso sangue di Kepler-186f e TRAPPIST-1e, percorrendo una rotazione attorno ad una stella, della durata di un anno, in appena una settimana.

Come funziona? Si tratta di un uso combinato fra la realtà virtuale e rendering artistici che l’utente può variare aggiungendo o sottraendo atmosfere ipotetiche, creando cieli, nuvole e tempo. Il viaggio virtuale è basato su una serie di poster di viaggio Exoplanet retro-futuristici che la NASA ha pubblicato diversi anni fa e che, grazie al grande successo riscontrato, ha deciso di applicare al nuovo progetto.

"Non stiamo solo pubblicizzando queste destinazioni “esotiche”, ma diamo persino modo di visitarle virtualmente", afferma Randal Jackson, manager del web studio presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA. “Non è mero divertimento, ma anche un prodotto educativo che – aggiunge Jackson - consente agli utenti di imparare di più sull'astronomia, la fisica e l'esplorazione dello spazio, con la speranza di riuscire ad appassionare un ampio pubblico, dai bambini agli studenti, dagli appassionati di scienze agli amanti della fantascienza”.

Si tratta, inoltre, di un tour spaziale di cui sarà impossibile stancarsi poiché probabilmente – a stretto giro – si aggiungeranno molti altri esopianeti  La NASA, infatti, continua a sviluppare nuovi telescopi e altri strumenti per misurare e catturare informazioni su oggetti astrali lontani. Del resto gli ultimi decenni, da questo punto di vista, sono stati come una "corsa all'oro": il primo esopianeta fu scoperto solo nel 1992. Oggi siamo già a quota 4000. E di recente la NASA ha lanciato il suo telescopio TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) con la speranza di scoprire migliaia di altri pianeti attorno a stelle luminose vicine. Ma non è tutto, poiché un altro telescopio, il “James Webb”, verrà inaugurato nel 2020 e promette di essere il successore del celeberrimo Hubble, capace di catturare immagini dirette di pianeti extrasolari.

A questo punto vale la pena chiedersi: perché la NASA è così prodiga nel ricercare nei cieli gli esopianeti così lontani, dal momento che non saremo mai in grado di visitarli al di fuori della realtà virtuale? La risposta sta nel cuore pulsante della scienza e della conoscenza.

“Come disse Carl Sagan, il grande astronomo, il nostro pianeta è solo un piccolo punto nell'universo – afferma Arielle Samuelson, web editor presso il Jet Propulsion Laboratory – per cui, più impariamo a conoscere i pianeti al di fuori del sistema solare, più impariamo a conoscere il nostro mondo intero”.