di Jacopo Cirillo

 

Tigri, zebre, giaguari e giraffe hanno un aspetto molto visibile in comune: il loro corpo è ricoperto da pattern più o meno regolari di macchie e strisce. Le striature e le irregolarità dei loro manti non sono certo una questione estetica ma, piuttosto, servono a regolare la temperatura interna e farsi riconoscere dagli animali della stessa specie.  Inoltre, sono un ottimo modo per mimetizzarsi e nascondersi dai predatori, grazie a un’illusione ottica che scompone la loro silhouette e la confonde con l’ambiente circostante.

Gli scienziati, a questo proposito, hanno sempre pensato che la disposizione delle macchie fosse casuale o, al massimo, influenzata da fattori ambientali. Derek Lee, biologo alla Penn State University, spiega: “Non avevamo nessuna risposta definitiva a questa domanda, quindi abbiamo usato i dati in nostro possesso per trovarla”. Uno studio pubblicato su PeerJ da Lee e dal suo team mostra come le macchie della giraffa siano tramandate da madre a figlio.

Lo sviluppo dello studio è stato molto lungo: in oltre quattro anni, i ricercatori di Penn State hanno fotografato il manto di trentuno coppie di giraffe madre-figlio della Tanzania e, usando un software di analisi di immagini, si sono concentrati su undici tratti significativi, tra cui la dimensione, la forma e il colore delle macchie. Altre

due caratteristiche – la circolarità e la morbidezza dei contorni – sono direttamente correlate tra genitori e figli e dimostrano un’importante dinamica ereditaria. Lo studio ha mostrato, inoltre, che la forma e la dimensione delle macchie può prevedere e indicare le possibilità di sopravvivenza dei cuccioli. Il team di ricerca, infatti, ha osservato 258 giovani giraffe, fotografandole sei volte all’anno per quattro anni, scoprendo che più le macchie sono larghe e irregolari, più le probabilità di sopravvivenza aumentano.

Il biologo evoluzionista Hopi Hoekstra dell’Università di Harvard, non coinvolto nel progetto, a questo proposito sottolinea: “Il gruppo di ricerca non ci sta dicendo che le macchie sono rilevanti in sé per la sopravvivenza della giraffa ma che, piuttosto, sono le differenze tra le macchie che contano; sembra una distinzione molto sottile ma, a mio parere, altrettanto importante”.

Entrando nello specifico, si capisce come la grandezza delle macchie possa portare a una mimetizzazione più efficace e assicurare un controllo migliore della temperatura del corpo. Inoltre, come sostiene Fred Bercovitch, direttore dell’organizzazione Save The Giraffes, questi animali usano i pattern del loro manto per riconoscersi a distanza e, se le macchie hanno una rilevanza ereditaria, possono trasmettere informazioni riguardanti le relazioni familiari, permettendo a una giraffa di identificare un suo consanguineo.  

Come accade spesso in questi casi, tuttavia, lo studio ha alcuni limiti: prima di tutto, le giraffe maschio non si occupano della crescita e dello svezzamento dei loro cuccioli, compiti demandati esclusivamente alle madri. Questo significa che i ricercatori non hanno potuto comparare i pattern di macchie con quelli di entrambi i genitori, portando, dunque, a un risultato incompleto. L’aspetto genetico sottostante, inoltre, il motivo per cui le macchie vengono effettivamente tramandate, deve ancora essere chiarito. In futuro serviranno informazioni genetiche molto più dettagliate e gli studiosi stanno già lavorando in questa direzione, per svelare tutti i grandi segreti di questi maestosi e, per un certo verso, misteriosi animali.