di Arianna Perrone

 

Dal lancio di Google Maps nel 2005, perdersi è diventato sempre più difficile. Miriadi di mappe del globo sono alla nostra portata, sia che ci troviamo in macchina, o che siamo a piedi, in qualsiasi angolo della Terra. Possiamo controllare il flusso di traffico su una determinata strada o calcolare il tempo di percorrenza da un luogo a un altro a seconda del mezzo che utilizziamo. Persino la Luna e Marte sono ormai accessibili all'esplorazione digitale; ma cosa accadrebbe se anche il corpo umano fosse un territorio su cui orientarsi da molto vicino, attraverso le mappe?

La sigla HubMAP, che sta per The Human BioMolecular Atlas Program, potrebbe darci delle soluzioni.

Si tratta di un progetto che fornirà una comprensione più profonda agli scienziati informatici della Carnegie Mellon University, in Pennsylvania, di come siano organizzate le decine di migliaia di miliardi di cellule presenti nei tessuti del nostro corpo mentre svolgono i processi quotidiani.

Grazie anche all'aiuto del National Institutes of Health, sarà infatti possibile costruire una mappa tridimensionale del corpo umano, che mostri come i tessuti si differenzino a livello cellulare e che fornisca informazioni approfondite sui meccanismi interni.

La capacità di rilevare sottili cambiamenti nell'attività delle singole cellule immunitarie potrebbe fornire un allarme rispetto a presunte patologie prima che i sintomi siano clinicamente rilevabili.

Una mappa, quindi, che non solo impedisca agli scienziati di "perdersi", ma anche permetta di battere sul tempo i peggiori nemici del corpo umano.

"Il lavoro è creare una mappatura che mostri quali geni e proteine ??sono attivati ??in ogni parte del corpo" racconta Ziv Bar-Joseph, professore di biologia computazionale e apprendimento automatico. "Sebbene il genoma - l'insieme completo di geni - sia presente in tutte le cellule, si sta chiaramente comportando in modi diversi in differenti organi e tessuti."

Così, mentre alcuni dei gruppi di ricerca HubMAP genereranno nuovi dati sull'organizzazione cellulare, il Centro di strumenti computazionali si concentrerà sui metodi necessari per elaborare le enormi quantità di dati grezzi, costruendo mappe tissutali ad alta risoluzione. Si interrogherà inoltre su come mettere a sistema un vero e proprio atlante di mappe dei tessuti.

"Costruire una mappa delle cellule ad alta risoluzione all'interno dei nostri corpi è una grande sfida per i biologi e gli informatici" racconta Andrew Moore, preside della CMU's School of Computer Science. "Fornirà un enorme vantaggio per la nostra comprensione della malattia e dell'invecchiamento".

HuBMAP è finanziato dal Fondo comune del National Institutes of Health, che affronta le opportunità scientifiche emergenti e le trasforma in sfide prioritarie. L'NIH prevede di investire su HubMAP circa 54 milioni di dollari nei prossimi quattro anni a venire. Una sfida, dunque, che non passa inosservata: la messa a sistema di una lente d'ingrandimento su ciò che di più minuto ci compone, al fine di conservarlo e tenerlo in vita nel migliore dei modi.

Una volta che perderci nel mondo e dentro di noi sarà diventato sempre più difficile, il nuovo traguardo sarà approfondire la conoscenza di noi stessi per portarci in salvo. HubMAP suona come la migliore delle bussole per questo compito: a lei la missione di mappare e custodire quello che c'è tra i nostri punti cardinali.