di Iacopo Barison

 

Ogni anno la cittadina di Troy, nella contea di Miami, in Ohio, celebra una ricorrenza storica che per alcune settimane l’aveva posta al centro del commercio di generi alimentari rispetto al resto del mondo. Fu qui, infatti, poco dopo le 8.00 del mattino del 26 giugno 1974, che il primo oggetto contrassegnato con il codice del prodotto universale (UPC), ossia il codice a barre, fu scansionato alla cassa del Troy's Marsh Supermarket.

Com’è accaduto? La sera precedente, una squadra dello staff di Marsh si era adoperata per inserire codici a barre su centinaia di articoli nel negozio, mentre il registratore di cassa nazionale aveva installato scanner e computer. Il primo "acquirente" fu Clyde Dawson, che era a capo della ricerca e dello sviluppo per Marsh Supermarket. La leggenda narra che Dawson frugò nel suo cestino della spesa e tirò fuori un multipack di gomme da masticare Juicy Fruit dell’azienda Wrigley. Dawson ha spiegato in seguito che la scelta non era stata casuale: nessuno, infatti, era sicuro che un codice a barre potesse essere stampato su qualcosa di piccolo come un pacchetto di chewing gum, e Wrigley aveva trovato una soluzione al problema. La ricompensa? Un posto nella storia americana.

Joe Woodland, un ricercatore universitario di Philadelphia, aveva avuto l'ispirazione per quello che poi sarebbe diventato il codice a barre mentre era seduto a Miami Beach, al tramonto, su una spiaggia da sogno. All’improvviso aveva disegnato il codice a barre con le dita, sulla sabbia, seguendo l’istinto. Quello che cercava, in effetti, era proprio un codice di qualche tipo che potesse essere stampato sui generi alimentari, per far sì che le code al supermercato si muovessero più velocemente, ma anche per semplificare l’inventario. Fu nel 1949 che Woodland ebbe l’intuizione, eppure – come spesso accade – la portata della sua scoperta venne riconosciuta solo molti anni dopo, quando l’azienda Wrigley capì come sfruttarla al meglio.

Ma non è tutto. Sebbene l'ispirazione per il codice a barre derivasse dalla volontà di velocizzare il check-out nei supermercati, il suo più grande merito, almeno dal punto di vista delle imprese, è che ha fornito per la prima volta delle prove statistiche su cosa vende e cosa no. Si può dire che questa tecnologia abbia dato vita alla ricerca di mercato, fornendo un'immagine complessa e stratificata dei gusti delle persone, rendendo così le linee di produzione più efficienti. Tutto partendo da una spiaggia di Miami.