di Francesco Musolino

 

Per quasi un secolo la città di Pittsburgh è stata il cuore pulsante dell’industria dell’acciaio degli Stati Uniti d’America, celebre in tutto il mondo per la qualità del prodotto finale. Quando, però, nel 1998 la produzione di metallo si è interrotta e la fonderia cittadina ha chiuso lo stabilimento, si è reso necessario un cambio di passo per scongiurare che la città sprofondasse nella recessione.

Nel 2002 tre fondazioni - The Heinz Endowments, Richard King Mellon Foundation e Claude Worthington Benedum Foundation - hanno unito le loro forze per acquistare i centosettantotto acri della proprietà con lo scopo di ripensare la progettualità della città di Pittsburgh all’insegna dell’innovazione tecnologica, scegliendo la  via della sostenibilità senza però abdicare al legame con la tradizione cittadina. L’obiettivo è ambizioso: realizzare una transizione, da un’ex area industriale a spazi verdi – commerciali, residenziali e di industria leggera – a soli 15 minuti dal centro cittadino.

Così è nata la visione di Hazelwood Green che si è lanciata contestualmente nello sviluppo di innovazioni basate su nuove tecnologie come la robotica, la stampa 3D e l'apprendimento automatico, con l’intento di voler riportare l'America all'avanguardia nella produzione globale e dare potere ai lavoratori americani.

Lungo  il terreno aperto e pianeggiante a ridosso del fiume Monongahela, l'Hazelwood Green scommette su futuri investimenti di mobilità urbana e riutilizzo dell’acqua piovana, per confermare nei fatti la svolta green di una città per diversi decenni martoriata dall’industria pesante. L’ulteriore intento è di attirare nuovi investitori: del resto il progetto Hazelwood Green è concepito come un laboratorio vivente, un luogo di sperimentazione che si adatta ai mercati in rapida evoluzione e abbraccia la nuova economia dell'innovazione di Pittsburg con l’intento di essere flessibile rispetto alle richieste di sostenibilità del mercato.  

A conferma del forte legame con il territorio voluto dalle tre fondazioni, la Carnegie Mellon University – istituto universitario privato con sede a Pittsburg - ha accettato di affittare due terzi di un ex edificio industriale di 94.000 piedi quadrati - noto come Mill 19 – all’interno dell’area bonificata dalla Hazelwood Green. Un segnale importante data la riconosciuta leadership globale della Carnegie Mellon University nella ricerca e sviluppo della robotica avanzata, intelligenza artificiale, scienza dei materiali e stampa tridimensionale che sta rapidamente trasformando la produzione e catalizzando lo sviluppo economico a Pittsburgh. Il matrimonio commerciale fra Hazelwood Green e Carnagie Mellon University è il simbolo di una città pacificata che guarda al futuro senza rinnegare il passato di Pittsburgh e delle sue mitiche acciaierie che l’hanno resa grande. "Unificando la ricerca accademica su larga scala e lo sviluppo industriale sotto un unico tetto – afferma Farnam Jahanian, presidente della Carnegie Mellon University - Mill 19 diventerà un vero differenziatore per Pittsburg e per la regione. E una volta completato rappresenterà il primo hub di produzione nel suo genere nella nazione e nel mondo".