Nickolas Zouros, oltre a essere docente di geologia e geomorfologia alla University of the Aegean a Mytilene, è anche presidente del Global Geoparks Network e coordinatore dello European Geoparks Network. La prima volta che lo incontriamo a Madonna di Campiglio, lo sorprendiamo con le maniche rimboccate, mentre sotto al sole aiuta a scaricare scatoloni da un camion arrivato dalla Grecia: era pieno dei materiali che egli stesso aveva fatto preparare per l’8° conferenza internazionale dei Geoparchi Unesco.

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Un gesto semplice, apparentemente trascurabile, ma che invece ben descrive lo spirito dell’uomo e quello di un evento che riunisce all’ombra delle Dolomiti 850 delegati provenienti da 64 paesi per rappresentare 140 Geoparchi sparsi in 5 continenti. Ovunque si guardi, si colgono gesti ed espressioni che rivelano passione, entusiasmo, voglia di rimboccarsi le maniche: l’atmosfera è quella delle grandi occasioni.

E quando Zouros siede davanti a noi, nell’unica stanza del Palacampiglio che siamo riusciti a trovare vuota tra decine piene di gente al lavoro, appare stanco, ma anche estremamente soddisfatto. Anche perché ha già ascoltato le parole pronunciate poche ore prima dal direttore di Audi Italia Fabrizio Longo, venuto a Madonna di Campiglio con una doppia mission: condividere con un’audience composta da tecnici ed esperti il programma “Road to zero emissions”, grazie al quale Audi sta trasformando se stessa, le proprie auto e persino le fabbriche che le producono; e poi per annunciare l’avvio - nel 2019 - di test sul territorio della località sciistica volti a farne il primo comune montano in Italia totalmente sostenibile dal punto di vista della mobilità.

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«Devo ammettere che sono piacevolmente sorpreso», è il primo commento di Zouros.  «Sono sorpreso - spiega - perché per noi questa iniziativa, così come la stessa partnership tra Audi e il Parco naturale Adamello - Brenta, sono una novità assoluta e di sicuro uno stimolo forte a continuare su questa strada. Una collaborazione che porta ancora maggior concretezza al progetto globale dei Geoparchi, confermandone il reale valore e rilanciandone il ruolo».

Insomma, per Zouros l’accordo tra Audi e il Parco Naturale Adamello - Brenta è una pietra miliare nella storia dei Geoparchi, che inizia nei primi anni ‘90 con l’idea di creare uno nuovo strumento di conservazione del territorio pensato per enfatizzarne l’aspetto geologico, ma anche e soprattutto l’identità culturale e la tradizione di chi ci vive. «Vent’anni fa, alla prima riunione ufficiale, c’erano solo quattro parchi - ricorda Nickolas Zouros - oggi siamo 140 ma è un numero provvisorio, destinato ad aumentare molto presto con l’approvazione di nuove candidature».

Passati ufficialmente nel 2015 dal patrocinio dell’UNESCO all’esserne programma ufficiale, i Geoparchi oggi promuovono un turismo consapevole e capace di rispettare i territori che presidiano, offrendo al contempo servizi pensati per rispondere alle esigenze dei visitatori, «per renderli felici e stimolarli a tornare, facendo crescere l’economia». Come spiega Zouros quello dei Geoparchi è insomma un approccio a 360 gradi che sfrutta rispettosamente le risorse geologiche, naturali e culturali come strumento per uno sviluppo sostenibile. Perché la mission non è solo salvaguardare la natura, ma anche sostenere le comunità che popolano i territori protetti, combattere lo spopolamento, favorire una crescita economica che porti benessere restando sostenibile, e faccia da modello per ogni altro contesto.

«Ci sono luoghi nei Geoparchi che ci spiegano come funziona il nostro stesso pianeta - dice Zouros - dove proteggiamo ecosistemi naturali che sono unici, irripetibili e che si rivelano anche il laboratorio ideale per mettere a terra progetti complessi come la mobilità sostenibile immaginata da Audi. Ora la priorità e farli conoscere meglio a istituzioni e cittadini - conclude il presidente del Global Geoparks Network - affinché ne comprendano meglio il valore e contribuiscano alla loro crescita».

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