di Riccardo Meggiato

 

“Per sapere chi è il più forte, organizza una competizione”. Potrebbe essere questo il mantra utilizzato dalla Defense Advanced Research Projects Agency, meglio conosciuta come DARPA, il laboratorio per le armi di nuova generazione del Dipartimento della Difesa americano che ha indetto una sorta di “Olimpiade” per trovare i migliori mini robot sulla piazza. Per “mini” si intendono quei robot più piccoli di un pollice (2,54 cm) che hanno la capacità di muoversi ed eseguire azioni di vario tipo. Proprio in virtù della varietà di funzioni e utilizzi, la DARPA ha stabilito una serie di prove in grado di testare velocità, forza, design e altri parametri allo scopo di decretarne il migliore.

Il vincitore, o i vincitori, entreranno di diritto nel Short Range Indipendent Microrobotic Platform (SHRIMP), un programma nato con l’obiettivo di sviluppare i migliori robot miniaturizzati da utilizzare per raggiungere destinazioni di difficile accesso per gli esseri umani.

Non si tratta esattamente di un gioco da ragazzi, poiché sviluppare mini robot di questo tipo prevede l’utilizzo delle migliori tecnologie e materiali. Si pensi, per esempio, alle problematiche derivate dalla miniaturizzazione: robot così piccoli devono necessariamente essere concepiti con l’utilizzo di materiali allo stesso tempo leggeri e resistenti,  che permettano di calcolare e coprire percorsi in modo autonomo, tenendo conto anche di un basso consumo di risorse.

Da queste considerazioni nascono anche le “specialità” pianificate per questa particolare competizione. Una delle più importanti è dedicata agli “attuatori” (parti di un robot che interagiscono con l'esterno) e vedrà i micro robot affrontarsi in una gara al salto più lungo e più alto. Altra categoria degna della massima attenzione è quella dedicata al design: ovviamente non si tratta di stabilire il robot esteticamente più gradevole, ma quello che offre le migliori soluzioni strutturali per compiere azioni quali arrampicarsi su superfici verticali, aggirare un ostacolo o spostare oggetti.

Benché la DARPA, come anticipato, sia legata a doppio filo al DoD (Department of Defense), questa curiosa gara tra robot porterà alla selezione e sviluppo di apparecchi utili soprattutto nel campo della ricognizione in situazioni di disastro ambientale come, per esempio, i terremoti. In questi casi, non potendo disporre di adeguati spazi operativi necessari per la movimentazione di robot tradizionali, è necessario fare ricorso ai modelli miniaturizzati.

Da qui l’idea della gara pubblica, dove i migliori team di robotica si affronteranno a suon di prove, ma sempre secondo i rigidi standard imposti dal National Institute of Standards and Technology. L’avvio delle prove è pianificato per marzo 2019: si tratta di una competizione aperta a tutti, sebbene i requisiti di accesso siano piuttosto selettivi, al punto che la DARPA ha istituito un apposito sito web con tutti i moduli necessari per iscriversi e partecipare. Ovviamente, oltre al progetto, si deve fornire un business plan sostenibile e tutte le informazioni tecniche e finanziarie necessarie. Dopotutto, se c’è di mezzo il DARPA, le cose si fanno davvero serie.