di Chiara Calpini

Nonostante la sua missione sia ufficialmente terminata nel settembre del 2017, la sonda Cassini continua a fornire sorprendenti elementi di conoscenza dello spazio. Proprio mentre si compiva la sua disintegrazione nell’atmosfera di Saturno la navicella  è riuscita a catturare per la prima volta un'interazione incredibilmente potente delle onde di plasma che si muovono da Saturno ai suoi anelli e alla sua luna Encelado. I ricercatori hanno convertito la registrazione delle onde di plasma in un file audio, proprio nello stesso modo in cui una radio traduce le onde elettromagnetiche in note. Così è arrivata fino a noi la potente musica di Saturno.

La registrazione è stata catturata il 2 settembre 2017, due settimane prima che Cassini fosse deliberatamente immersa nell'atmosfera di Saturno. Il “Gran Finale”, così fu chiamata la distruzione programmata della sonda il 15 settembre 2017, è stato l’ultimo atto di un viaggio spaziale unico nel suo genere. La missione robotica interplanetaria Cassini–Huygens fu lanciata congiuntamente da Nasa e da Esa il 15 ottobre 1997 con il compito di studiare il sistema di Saturno, comprese le sue lune e i suoi anelli. La sonda era composta da due elementi: l'orbiter Cassini della Nasa e il lander Huygens dell'Esa. Prima di allora l’uomo era riuscito solo ad intravedere qualcosa della natura misteriosa di Saturno e dei suoi satelliti grazie ad alcune foto scattate da missioni precedenti. Cassini ha cambiato tutto. Grazie alle sue indagini ravvicinate è stato possibile scoprire che sulla luna più grande, Titano, sono in atto processi simili a quelli del nostro pianeta, fornendo la visione di come potesse essere la Terra prima della sua evoluzione. Gli scienziati credono infatti che Titano possieda laghi, fiumi, dune, montagne, vulcani ma anche nuvole e pioggia. La ricerca ventennale ha fornito delle immagini nitide e colorate di Saturno e ha inoltre svelato - sul satellite Encelado - un pennacchio di vapore acqueo e particelle ghiacciate, indice della presenza di un oceano di acqua liquida nascosto tra il ghiaccio della superficie e il suo nucleo roccioso.

Nel caso del file audio, lo strumento Radio Plasma Wave Science (RPWS) a bordo dell'astronave ha registrato intense ondate di plasma durante uno dei suoi incontri più ravvicinati con Saturno. Proprio come l'aria o l'acqua, il plasma, che è il quarto stato della materia, genera onde per trasportare energia. Le osservazioni mostrano per la prima volta che le onde viaggiano su linee di campo magnetico che collegano Saturno direttamente a Encelado. Le linee di campo sono come un circuito elettrico tra i due corpi, con dell’energia che scorre avanti e indietro. "Encelado è un piccolo generatore che gira intorno a Saturno, una fonte di energia continua", ha detto Ali Sulaiman, scienziato planetario all'Università dell'Iowa, membro del team RPWS e autore principale di alcuni articoli che descrivono i risultati, pubblicati di recente sulla rivista Geophysical Research Letters. "Ora scopriamo che Saturno risponde lanciando segnali sotto forma di onde di plasma, attraverso il circuito di linee del campo magnetico che lo collegano ad Encelado a centinaia di migliaia di chilometri di distanza." Insomma si tratta di un dialogo continuo che ora si trasforma per noi in suoni fruscianti e che sembra quasi riconnettersi, almeno idealmente, alla teoria della musica delle sfere: il suono del movimento dei pianeti inudibile all’orecchio umano, che tanto aveva affascinato i pensatori antichi da Pitagora a Platone.

L'interazione tra Saturno e Encelado è diversa dalla relazione tra la Terra e la sua Luna. Encelado è immerso nel campo magnetico di Saturno ed è geologicamente attivo, per cui emette i suoi famosi pennacchi di vapore acqueo che si ionizzano e riempiono l'ambiente intorno a Saturno. Proprio in questi geyser si nasconde l’ultima sorprendente scoperta: secondo i dati collezionati dalla missione Cassini i pennacchi contengono macromolecole organiche ricche di carbonio, amiche della vita. Nella ricerca pubblicata sulla rivista Nature, gli astronomi europei dell’Università tedesca di Heidelberg insieme ai colleghi texani del Southwest Research Institute, ipotizzano che queste molecole organiche si siano formate da reazioni chimiche tra le rocce del cuore di Encelado e le acque del suo oceano sommerso. “Encelado continua a stupirci”, ha commentato Christopher Glein, uno degli autori della ricerca. “Avevamo già trovato molecole organiche su questa luna, ma formate solo da pochi atomi di carbonio. Queste invece - ha aggiunto - sono 10 volte più pesanti del metano e indicano che su Encelado è in teoria possibile la sintesi organica di origine biologica”.

Qualunque sia la musica di Saturno essa è sempre più vicina e comprensibile.