di Iacopo Barison

 

Passeggiare fra le gallerie del Museo delle Belle Arti di Montreal (MMFA) pone gli individui faccia a faccia con opere di artisti del calibro di Rembrandt, El Greco e Rodin, oltre a 43.000 manufatti che spaziano dalla ceramica cinese alla scultura Inuit. Visitarlo, senza dubbio, è un'esperienza culturale formativa, per certi versi illuminante, ma una recente iniziativa presuppone che le gite al museo non siano utili solo all’intelletto: un gruppo selezionato di medici locali, infatti, inizierà a prescrivere delle visite ai musei come cura a una serie di disturbi.

"Sappiamo che l'arte stimola l'attività neurale", dichiara Nathalie Bondil, la direttrice dell’MMFA. "Essere a contatto con la cultura, con l'arte, può davvero aiutare il benessere individuale”.

Grazie a questa campagna, i membri dell'associazione medica di Montreal potranno distribuire fino a cinquanta ricette “museali”, che consentiranno ai pazienti e a un numero limitato di amici e famigliari di visitare gratuitamente l’MMFA. Senza la prescrizione, l’ingresso può costare fino a 23 dollari canadesi, circa 15 euro.

Bondil spiega che le visite ai musei aumentano i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore noto come "l’ormone del buonumore". I poteri di guarigione dell’arte, tuttavia, non si limitano solo ai problemi di salute mentale; l'arteterapia può anche aiutare coloro che si sottopongono a cure palliative per malattie come il cancro, oppure il diabete. Secondo Bondil, l’aumento di serotonina associato al godimento di un pomeriggio d’arte è simile a quello offerto dall'esercizio fisico, rendendo le prescrizioni museali ideali per gli anziani, o per coloro che soffrono di dolori cronici e sono limitati nell’attività motoria.

Le visite al museo, a ogni modo, sono progettate per integrare, e non sostituire, i metodi di c ura più tradizionali. Come osserva Bondil, passare il tempo con i propri cari – la prescrizione è valida per due adulti e due minori – può fornire una gradita distrazione. "La cosa più importante”, conclude, “è che questa esperienza li aiuti a sfuggire dal dolore".

A quanto pare, nel ventunesimo secolo, la cultura è paragonabile all’attività fisica, e le visite museali vanno a beneficio della psiche. Alle prescrizioni dell’esercizio fisico i medici, dunque, potranno presto affiancare le visite ai luoghi di cultura. Una splendida iniziativa, non c’è che dire. Resta solo da augurarsi che venga estesa ad altri stati oltre al Canada.